lunedì, marzo 27, 2006

Getta la tua rete...

Vivo in Italia da due anni ed ho conosciuto il Sostegno della vita tramite una mia vicina che me ne ha parlato. Sono venuta per la prima volta un anno fa ed ho trovato un sacco di cose di cui avevo bisogno, vestiti in particolare, soprattutto, quando è nata Alessia la mia bambina che ora ha tre mesi. Da quando sono in Italia non ho ancora trovato un impiego, ma per fortuna mio marito che fa muratore riesce ad avere più possibilità di trovare lavoro. Qui al Sostegno tutti sono sempre stati molto gentili con me e mi rivolgo a loro, quando ho bisogno di qualcosa. Oggi ho chiesto ad Imma se c’era qualche casa in affitto e lei mi ha detto di che si sarebbe informata e che avrebbe pregato affinchè Dio provvedesse.

Camelia (Romania)

Son venuta qui oggi per la prima volta insieme alla mia amica Geta con mia figlia Emanuela di quattro mesi cercando indumenti per il corredino estivo. Ho avuto una buona impressione di questo posto, che non conoscevo nonostante mi trovi in Italia da sette anni. La sorella Imma mi ha regalato un vangelo e mi ha fatto molto piacere. Purtroppo stasera non posso restare alla riunione di evangelizzazione perché sono stata fuori casa per tutto il giorno e devo rientrare, ma la prossima volta cercherò di partecipare.

“Getta la tua rete”
Dopo che la gente è andata via carica di buste pesantissime, la riunione di evangelizzazione ha avuto inizio. Alcune persone sono venute appositamente per il culto e ad un certo punto le sedie non bastavano più, così alcuni fratelli si sono seduti su degli sgabelli e su un bidone rovesciato per far posto agli ospiti. Angelo ha guidato la riunione invitando i fratelli e le sorelle a pregare e a testimoniare e intonando i cantici accompagnandoli con la chitarra.
Il passo del vangelo è stato tratto da Luca 5:1 -11

Mentre egli stava in piedi sulla riva del lago di Gennesaret e la folla si stringeva intorno a lui per udire la parola di Dio. Gesù vide due barche ferme a riva: da esse i pescatori erano smontati e lavavano le reti. Montato su una di quelle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra; poi, sedutosi sulla barca, insegnava alla folla. Com'ebbe terminato di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo, e gettate le reti per pescare». Simone gli rispose: «Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti». E, fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano. Allora fecero segno ai loro compagni dell'altra barca, di venire ad aiutarli. Quelli vennero e riempirono tutt'e due le barche, tanto che affondavano. Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Perché spavento aveva colto lui, e tutti quelli che erano con lui, per la quantità di pesci che avevano presi, e così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Allora Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». Ed essi, tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono.
Come la barca dei pescatori si allontana dalla riva così anche noi dobbiamo staccarci dalle cose del mondo per stare con Gesù, lasciando il peccato e tutto ciò che non apaprtiene a Lui. In cambio Lui riempirà le nostre reti di promesse e benedizioni. I discepoli poi sono tornati nel mondo, alla vita reale, ma hanno lasciato tutto per fare posto a Gesù.
Le testimonianze hanno portato in luce l’importanza di affidare tutto a Gesù, il solo in grado di portare un reale cambiamento nelle nostre vite. Il fratello Pino ha raccontato di come la sua vita, nonostante le numerose prove, sia stata colmata di gioia grazie al Signore che gli ha dato la forza di andare avanti. Il fratello Renato ha testimoniato come anche la vita di un giovane prima di conoscere il Signore, possa essere triste e vuota, dedita ad ogni eccesso pur di non sentire la propria morte spirituale. Attraverso la lettura della Bibbia ha potuto comprendere la differenza tra chi vive affidandosi a Dio e chi invece no.
E’ stato bello vedere l’attenzione con cui le persone ascoltavano le testimonianze, probabilmente meditando forse che una simile esperienza potrebbe riflettersi anche nella loro vita.
Possa il Signore far conoscere loro la Sua gioia e donare la pace in ogni circostanza avversa.

mercoledì, marzo 15, 2006

Ritorno al Sostegno della Vita

Sono tornato al Sostegno dopo quattro mesi e ne sono stato felice. La prima volta in cui sono stato lì tre anni fa, ho sentito delle conferme sulla salvezza da parte di Dio. Mi sono sentito una persona diversa e nonostante abbia avuto una vita difficile, lì ho visto gente davero allo stremo, privi delle necessità.
Ieri mi sono emozionato vedendo le persone toccate dal Signore alla riunione di evangelizzazione. Una delle donne presenti piangeva parlando dei problemi di uno dei suoi cinque figli, il più piccolo, e mi sono commosso.
Un giovane ha raccontato ad Angelo di come una volta abbia trovato dentro dei pacchi che gli avevamo preparato qui per la sua famiglia in Romania, una fasciatura di cui aveva bisogno per il ginocchio. Quel tipo di fasciatura non gli era stato possibile comprarla in farmacia e non avevano voluto dargliela in ospedale.
Nessuno sà come fosse finita dentro i pacchi per la famiglia di quel ragazzo. Ciò conferma che se noi chiediamo al Signore quello di cui abbiamo bisogno Lui ci risponde.
Al Sostegno ho acquisito più pazienza verso il mio prossimo ed ho constatato la presenza del Signore nella mia vita ed in quella degli altri.
Pino