sabato, febbraio 25, 2006

Con un paio di scarpe...

Ringrazio il Signore per come mi ha dato la possibilità mercoledì di andare a Termini ad evangelizzare le persone più bisognose donando loro cibo, indumenti e soprattutto la Parola di Dio.


Tra i barboni che si trovano alla stazione Termini sono rimasto colpito da un uomo anziano che aveva delle scarpe consunte e di un numero inferiore al suo, il 47, al punto da stare con mezzo calcagno di fuori. Vedere questo signore con i piedi in quelle condizioni mi ha toccato profondamente perchè avrebbe potuto essere mio nonno. Così col pensiero rivolto al vecchietto, dopo qualche giorno ho comprato un paio di scarpe del suo numero. Non sono riuscito a portargliele direttamente il mercoledì successivo, ma la settimana dopo finalmente sono tornato alla stazione con i fratelli. Con mia grande sorpresa l'anziano signore aveva già ricevuto in dono da qualcun altro delle scarpe nuovo del suo numero ed era sodisfatto. Ho pensato allora a come Dio sia in grado di provvedere ai bisognosi al di là delle nostre capacità limitate. Io mi ero preoccupato tanto per quell'uomo per il suo problema, ma non avevo considerato che dovevo prima di tutto affidarlo alle cure del Signore, senza avere ansie. Sono sicuro che comunque il Signore abbia visto nel mio cuore il desiderio di aiutare quel poveretto e gli abbia risposto prima ancora che io lo sapessi. Le scarpe non sono andate sprecate però. Quella sera oltre al "mio vecchietto" c'era un altro barbone, di religione mussulmana che aveva lo stesso problema con le scarpe che indossava. Quest'ultimo portava il mio stesso numero e così ho deciso di dargli le mie scarpe. Le scarpe numero 47 per il vecchietto alla fine le ho messe per tornare a casa. Ringrazio Dio per come si usa di noi anche in queste piccole cose...

Alberto Pettaccio

domenica, febbraio 12, 2006

Venerdì 3 febbraio...

Sul nostro sito web è possibile notare una sezione dedicata alle richieste più urgenti delle persone che frequentano il locale di via Cesare meano. In questo periodo c’è un grande bisogno di coperte, mobili, elettrodomestici ed accessori per neonati. Una donna quest’oggi ha preso un passeggino per la sua bambina di soli due mesi. Il passeggino non offre certo il riparo di una carrozzina, specie per un neonato, ma la signora è andata via contenta con una nuova scorta di vestitini e con la sua piccola tutta infagottata, appena visibile dentro la copertina.

La sorella Dorina, invece, nei giorni scorsi ha trovato un divano e si è raccomandata di metterlo da parte in attesa di poterlo portare a casa. Ha fatto bene a raccomandarsi di metterlo da parte: in meno di mezz’ora non appena lo hanno visto tre persone hanno chiesto di poterlo avere.

Molte persone oggi sono entrate senza rispettare la fila per vedere i vestiti appesi agli stand vicino all’ingresso, creando un po’ di confusione. Con gentile fermezza sono stati invitati ad aspettare fuori, lasciando dentro solo una ragazza incinta ed una signora con una bambina piccola sul passeggino. Poi però abbiamo servito a tutti il caffè.



Cristian (Romania)

Sono arrivato in Italia cinque mesi fa e non ho ancora trovato lavoro. Al mio paese lavoravo in una ditta di abbigliamento ma qui finora soltanto mia moglie è riuscita a trovare dei lavoretti ad ore. E’ la seconda volta che vengo qui grazie ad una amica che mi ci ha portato. Mi piace questo posto perché è ordinato e le cose vengono fatte con calma e tranquillità. Aspetto di poter trovare un lavoro e di far venire mio figlio, Andrei, di tre anni che ora è in Romania con i miei genitori. Oggi ho preso dei giocattoli e dei pantaloni per mia moglie e dei piatti per la cucina. Vorrei trovare una tv o una radio perché ora ci sentiamo un po’ isolati senza notizie. Adesso andrò a posare le cose che ho preso a casa e tornerò per la riunione di evangelizzazione. In Romania frequento la chiesa ortodossa ma è tanto che non vado in chiesa da quando sono qui, quindi mi fa proprio piacere partecipare.

Patricia (Sri Lanka)

in Italia da cinque anni e lavoro all’Olgiata come collaboratrice domestica. Frequento la chiesa cattolica dove ho sempre pregato e letto la Bibbia, ringraziando Dio perché non mi ha mai fatto mancare il suo aiuto. Molti anni fa una signora rumena che abitava vicino casa mia mi portò qui dove conobbi Imma e trovai molti indumenti ed oggetti per la casa. Ho chiesto subito di poter dare loro una mano a dare i vestiti ed ho anche partecipato a qualche riunione di evangelizzazione dove ho sentito di condividere molte cose con i fratelli evangelici.Sono arrivato in Italia cinque mesi fa e non ho ancora trovato lavoro. Al mio paese lavoravo in una ditta di abbigliamento ma qui finora soltanto mia moglie è riuscita a trovare dei lavoretti ad ore. E’ la seconda volta che vengo qui grazie ad una amica che mi ci ha portato. Mi piace questo posto perché è ordinato e le cose vengono fatte con calma e tranquillità. Aspetto di poter trovare un lavoro e di far venire mio figlio, Andrei, di tre anni che ora è in Romania con i miei genitori. Oggi ho preso dei giocattoli e dei pantaloni per mia moglie e dei piatti per la cucina. Vorrei trovare una tv o una radio perché ora ci sentiamo un po’ isolati senza notizie. Adesso andrò a posare le cose che ho preso a casa e tornerò per la riunione di evangelizzazione. In Romania frequento la chiesa ortodossa ma è tanto che non vado in chiesa da quando sono qui, quindi mi fa proprio piacere partecipare.

Nello (Romania)

Vivo in Italia da tre anni ed i primi tempi ho passato un brutto periodo senza un posto dove vivere. Per un po’ ho vissuto in una casa abbandonata poi io e mia moglie siamo andati a vivere presso una coppia per cui lei lavorava. Ora grazie a Dio lavoro come muratore e ho una casa in affitto. Ho conosciuto il Sostegno della vita tramite un’amica ed ho chiesto se c’era un lavoro per mia moglie. Poi lei è rimasta incinta e non è stato più necessario ma ho continuato a venire qui per prendere i vestiti. Sono felice dia ver trovato questo posto perché risparmio tanti soldi e qui le persone ti possono dare un grande aiuto. E poi ci sono le riunioni di evangelizzazione a cui sono felice di partecipare dal momento che la domenica lavoro e non posso frequentare la chiesa.

domenica, febbraio 05, 2006

La Presentazione dell'Associazione...

Sabato 28 di gennaio,

Il Sostegno della Vita è stato presentato ufficialmente agli amici, ai fratelli ed ai collaboratori come Associazione vera e propria. I soci fondatori a partire dal presidente Imma Scannapieco, hanno ripercorso la storia di quest’opera straordinaria, nata dal nulla, guidata solo dall’amore di Dio.

Imma ha raccontato della prima donna assistita, della raccolta di indumenti nel bagagliaio della sua auto, della collaborazione con centri di accoglienza fino all’affitto di un locale spazioso capace di contenere il numero sempre crescente di beni materiali. Le testimonianze si sono susseguite in maniera semplice e spontanea: la sorella Carmen Rosa da beneficiaria del Sostegno ne è diventata una stretta collaboratrice; il fratello Paolo, parlando dell’opera condotta a Colle Oppio, ha fatto notare come ciascuno con poco possa contribuire a fare molto per il prossimo.


Alcuni tra i soci fondatori a turno hanno presentato i progetti che l’Associazione si propone portare avanti come il Progetto Speranza volto a distribuire opuscoli cristiani e beni di prima necessità; il Progetto Galati 6 concentrato sulle attività del locale di via Cesare Meano;il Progetto Sette Spighe con cui si desidera portare generi alimentari alle famiglie più povere; il Progetto Terra con cui si potranno spedire gli indumenti anche all’estero agli indigenti ed infine il Progetto Sogno il più grande desiderio della sorella Imma: quello di creare una casa famiglia e mettere a disposizione dei bisognosi anche delle camere dove possano lavarsi e riposarsi. La riunione si è conclusa con una preghiera, in un clima di commozione e comunione fraterna, perchè la forza di quest’opera sta senza dubbio nella fede e nell’amore per il prossimo che Dio ha messo nei cuori di quanti vi si dispongono. Possa il Signore portare avanti questo progetto e continuare a benedirlo con la Sua guida.