Il lavoro al Sostegno richiede pazienza. La gente spesso chiede di poter vedere una grande quantità di abiti svuotando gli scaffali. I vestiti, vanno ripiegati con cura e rimessi a posto, dopo che le persone li hanno visti e scartati, per poi essere tirati fuori nuovamente e mostrati ad altre persone. Il Signore ha provveduto anche il locale accanto come magazzino: ormai lo spazio non era sufficiente per contenere la grande quantità di roba che viene donata generosamente.
Oggi i visitatori hanno ricevuto anche una fetta di panettone ed un caffè. La sorella Carmen Rosa ogni volta prepara un ottimo caffè con una vecchia macchinetta che lei stessa ha riparato. Le persone in fila, con stupore hanno accettato contenti lo spuntino pomeridiano.
Il pomeriggio Angelo ha condotto una riunione di evangelizzazione dove ha raccontato la sua testimonianza insieme alla moglie Antonia. Hanno partecipato alcuni ospiti del Sostegno che si sono trattenuti dopo aver preso i vestiti ed hanno cantato con noi dei cantici al Signore, mentre Angelo suonava la chitarra. Il tema della riunione era tratto da Proverbi 1:33-
Il Signore più volte invita l’uomo ad ascoltare la sua voce perché possa trovare la vera vita ed avere pace anche in mezzo alle difficoltà. E’ un grande incoraggiamento per tutti, specie per le persone che frequentano il locale, le quali hanno passato e stanno ancora passando momenti davvero difficili. Possa il Signore illuminare i loro cuori e dare loro tutto il conforto di cui hanno bisogno. Dio sia ringraziato per tutto ciò che ci permette di donare loro."Ma chi mi ascolta sarà al sicuro, vivrà tranquillo, senza paura di nessun male"
Due anni fa ho raggiunto mio marito Giovanni qui in Italia che vi si trovava da quattro anni. E’ stato lui a conoscere per primo il Sostegno della vita. In genere vengo qui per cercare abiti da lavoro per Giovanni che lavora come muratore ed ha bisogno di cambi continui. Mi piace molto il modo affettuoso con cui ci trattano le persone che vi lavorano. In precedenza io e mio marito abbiamo conosciuto dei cristiani evangelici con cui dividevamo un appartamento e ne abbiamo avuto un ottima impressione. Erano delle persone tranquille, oneste e sincere, ed abbiamo spesso pregato insieme Gesù. Qui ho trovato lo stesso atteggiamento nelle persone che ci servono. Mi ha colpito la calma con cui viene fatta ogni cosa, la gentilezza con cui ci vengono donati gli abiti e ci viene offerto il caffè e mi piace molto anche partecipare alle riunioni di evangelizzazione. Una volta pioveva e la sorella Imma mi ha dato un passaggio. E’ stato un gesto che mi ha commosso. Non è solo per i vestiti che amo frequentare il locale di Via Cesare Meano ma anche perché qui riceviamo calore ed affetto.
Vivo in Italia da tre ani e mezzo con mio marito e all’inizio abbiamo vissuto un periodo molto difficile. In Romania la nostra pensione non era sufficiente, in due prendevamo 160 euro, così ci siamo trasferiti in Italia dove lavoriamo nonostante i nostri problemi di salute. Mio marito ha subito vari interventi alla schiena, mentre io ho dei dolori ad un legamento di una gamba. Una volta ho dovuto fare 22 iniezioni per curarli. Mio marito ultimamente ha sofferto per il colesterolo alto ed ha dovuto prendere delle medicine costose, così cerco di lavorare di più per pagare l’affitto e le spese di casa. Appena posso mando dei soldi al mio paese ai miei genitori anziani e a mia figlia che è sposata ed aspetta un bambino. Suo marito lavora dalla mattina alla sera, anche i giorni festivi ma guadagna 250 euro.In questo periodo per riuscire a lavorare prendo delle medicine, perché risento delle fatiche che ho fatto in gioventù. Il mio primo marito mi lasciò vedova con due figli e ho dovuto crescerli da sola: di giorno badavo ai bambini e alla casa e di notte andavo a lavorare in una fabbrica. Ho avuto una vita molto difficile soprattutto, quando ho perso mio figlio di tredici anni in un incidente d’auto. Era andato a prendere un cucciolo per regalarlo a sua sorella e da allora tengo con me una cagnolina, portata con me dalla Romania dentro una borsa, che mi ricorda lui. Dio mi ha dato la forza di andare avanti.Qui in Italia all’inizio andavamo ad una mensa per i poveri a la Storta dove davano cibo a vestiti e lì mi hanno parlato dell’esistenza del Sostegno della vita. Qui ho ricevuto un grande aiuto dalla sorella Imma. Ho potuto trovare tutto quello che mi serviva per la casa come coperte, lenzuola, cuscini e perfino un letto pieghevole. Ho mandato molti vestiti ai miei familiari che sono stati molto felici di riceverli. Non potete immaginare quanto sono felici i miei nipotini, quando arriva loro la roba che mando. A volte le mie datrici di lavoro mi regalano dei vestiti usati e quello che non serve a me lo porto qui per donarlo agli altri. In questo modo anche loro possono avere la gioia di ricevere qualcosa come ho avuto io. Prego Dio ogni giorno, affinchè mi dia la salute e la forza di lavorare.
Io vengo dalla Nigeria e vivo in Italia da cinque anni. Quando ho conosciuto Imma, tramite un’amica, lei mi ha portato alle Assemblee di Dio, la chiesa evangelica che frequentavo al mio paese. Mi sembrò di tornare a casa, quando arrivai in chiesa e legai subito con i fratelli e le sorelle di Fidene e Olgiata. Ero arrivata da sola in Italia, senza la mia famiglia, ma il Signore qui mi ha fatto conoscere un mio connazionale, John che ha cominciato a frequentare la chiesa con me e si è convertito al Signore. Ci siamo sposati ed abbiamo avuto due bambini bellissimi. Al Sostegno della vita il Signore ha provveduto anche alle mie necessità materiali facendomi trovare tutto quello che avevo bisogno per la casa e per i bambini. Adesso sto pregando per trovare una nuova casa, certa che il Signore mi risponderà, come ha già fatto in passato. Apprezzo molto l’opera del Sostegno perché è fatta per il Signore. Credo che le persone vedendo come Dio può provvedere ai loro bisogni materiali impareranno a pregarlo per avere la salvezza.
Mi sono trasferito in Italia tre anni fa, quando mio fratello mi ha chiamato comunicandomi che aveva un lavoro per me. L’uomo per cui ho lavorato era il padre del fratello Angelo. Fu Angelo a farmi conoscere il Sostegno della vita e la chiesa cristiana evangelica. Per un po’ ho passato un periodo molto difficile: avevo un lavoro, ma non riuscivo a trovare casa e andavo a vivere sotto i ponti. Mi vergognavo ad andare in chiesa e al Sostegno perché non riuscivo a lavare i vestiti finchè sono riuscito a trovare casa. Ho cominciato a lavorare con il fratello Angelo e lui mi ha parlato del Signore. Ora frequento la chiesa e le riunioni di evangelizzazione. Ringrazio tanto Angelo perché mi ha aiutato ad andare avanti. Mi piace ascoltare la Parola di Dio e sto facendo una mia personale esperienza con il Signore.

